Giustizia italiana: per recuperare un credito di €5.000 bisogna spenderne €10.000!

soldi_cesso_530x400Il Recupero dei crediti è a tutti gli effetti il capitolo più scottante della “giustizia italiana” perché, tra spese di giustizia e onorari, si arrivano a spendere somme che sono pari al doppio di quelle da recuperare (*).  

La giustizia italiana è da sempre piena di contraddizioni, ma chi non ha mai avuto la necessità di recuperare un credito non conosce il paradosso più profondo del nostro processo, legato proprio a questo tipo di procedura. Paradosso che deriva, inevitabilmente, dall’enorme margine di insuccesso che è insito in esso e che rischia di far spendere, al creditore, una somma pari al doppio rispetto a quella che deve recuperare.

Qui di seguito voglio fornirti un esempio numerico:

poniamo che tu debba recuperare un credito di 5 mila euro (€ 5.000). Come vedrai, alla fine, si possono arrivare a spendere anche 10 mila euro.

Sempre che siano stati aggrediti dei beni “vendibili”.

In caso contrario, la somma può anche essere superiore!!!

Tutto inizia quando ti rivolgi ad un avvocato, che scriverà una lettera di diffida e messa in mora, anche per interrompere le prescrizioni e far decorrere gli interessi moratori. Il compenso medio per una operazione di questo tipo è di 200 euro circa.

Ma la lettera di diffida – considerando soprattutto il periodo di crisi – raramente produce effetti, così l’avvocato deve passare alle maniere “forti”.

Questi avvierà, quindi, un’azione legale volta a procurarsi un titolo esecutivo (una sentenza o un decreto ingiuntivo) necessario per poter procedere a un’esecuzione forzata.

Il costo di un decreto ingiuntivo per un credito di € 5.000 è di:

42,50 euro di contributo unificato;

8,00 euro per marca da bollo;

10,42 euro x 2 per estrarre una copia del decreto;

11,83 euro per la notifica del decreto (in realtà, molto spesso, c’è bisogno di più di una notifica, quando il debitore risulti per esempio irreperibile, abbia cambiato sede o rifiuti l’atto;

168,00 euro per la registrazione dell’atto presso l’Agenzia delle Entrate.

Il totale parziale è di 251,17 euro.

 

A questa cifra (si tratta di sole spese vive) bisogna aggiungere l’onorario dell’avvocato che, secondo il vigente tariffario, è di Euro 700,00 circa (che, alla fine del procedimento, dovrebbe rifondere il debitore).

Fino a questa fase, si sono spesi dunque 1.151,17 euro.

A questo punto, con il titolo esecutivo si può avviare il pignoramento, facendolo precedere dalla notifica di un atto di precetto.

Il costo per avviare il pignoramento ammonta a:

11,83 euro per notifica del precetto;

100,00 euro per compenso avvocato.

Il totale parziale per questa attività è di altri 111,83 euro

 

Si arriva ad una spesa di 1.263,00 euro.

Il tipo di pignoramento oggi più efficace è l’espropriazione presso terzi, cioè il pignoramento eseguito ad esempio presso la Banca del debitore, o presso il suo datore di lavoro.

Poiché in Italia non è consentito acquisire notizie sui conti bancari altrui, per scoprire dove il debitore ha il conto corrente si deve andare “a naso” (metodo notoriamente professionale…).

Tra costi di notifica e compensi di avvocato, si può arrivare a spendere oltre € 1.000, per scoprire – alla fine di tutto ciò – che il debitore non ha conti correnti attivi o che sono già stati pignorati.

 

In questo momento la spesa ammonta a circa € 2.300.  

A questo punto, bisogna essere fortunati. (giustamente…visto tutto quello che hai pagato fino ad ora…)

Se il debitore ha un immobile intestato, bisogna tentare di aggredire questo bene: si tratta però della procedura più lunga e costosa.

Si parte con la notifica di un atto di pignoramento immobiliare (costo medio 20-50 euro circa), da trascrivere presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari (costo medio 250 euro circa di diritti).

A volte ci si affida ad agenzie i cui compensi potrebbero far lievitare ulteriormente la spesa. Il pignoramento, poi, deve essere iscritto a ruolo, cioè portato a conoscenza del tribunale (con un ulteriore costo di 242 euro + marca da bollo da 8 euro).

Il compenso dell’avvocato arriva fino a 2 mila euro.

Calendars

Dopo l’iscrizione a ruolo, è opportuno affidarsi a un notaio per il deposito della relazione ipo-catastale il cui costo si aggira intorno a 1.500 euro.

Senza aver ancora recuperato il credito, la spesa complessiva attuale ammonta a 6.352.

Dopo circa tre anni (perché questa è notoriamente la tempistica media), verrà fissata la prima udienza di comparizione, nel corso della quale sarà nominato un consulente tecnico d’ufficio, cioè un perito del Tribunale che dovrà valutare l’immobile da vendere.

Il suo onorario deve essere anticipato dal creditore procedente (costo: 500 euro circa).

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Dopo la valutazione, saranno nominati anche i custodi giudiziari e i delegati alla vendita, ai quali il creditore procedente dovrà versare un anticipo per rimborso spese di circa 600 euro.

Si sono superati abbondantemente i 7.500.

Procedendo con un paio di avvisi di vendita e con tre o quattro aste deserte, si sfiora il tetto di 10 mila euro.

Se qualcuno acquisterà l’immobile all’asta, il creditore rientrerà nelle spese e recupererà (forse i suoi figli) il credito iniziale.

Altrimenti, tutta questa procedura sarà stata completamente inutile.

 

Adesso… se a tutto questo ci aggiungiamo il fatto che le performance medie di recupero dei crediti commerciali attraverso le cause legali non supera il 15%, capisci perché sia uno strumento da utilizzare con estrema parsimonia.

Attenzione, non sto assolutamente dicendo che le cause legali non servono in assoluto, (anche noi di Recupero Crediti Vincente abbiamo un team di avvocati all’interno della nostra azienda), sto dicendo che le cause e le attività legali, vanno utilizzate solo quando serve, e solo quando ci sono i requisiti giusti per farlo. E non come fanno il 99% degli imprenditori là fuori, che vanno alla cieca oppure spinti dall’abitudine senza effettuare le dovute valutazioni (spesso perché forse non sanno neanche quali valutazioni fare, e come farle, ma questo magari sarà argomento di un altro post).

Ci sono prima altri strumenti molto ma molto più efficaci da utilizzare. Che sono più veloci, decisamente meno costosi, e con delle performance notevolmente superiori.

Tanto per capirci, se devi eliminare una mosca da dentro casa non usi un bazooka. Probabilmente prima apri la finestra e la spingi ad uscire, in caso negativo provi con un acchiappa mosche e poi magari spruzzi un insetticida. Insomma, risolvi il problema con gli strumenti adeguati.

>>Effettuare il recupero del credito commerciale attraverso l’avvocato, e intentando subito una causa legale al tuo debitore, equivale a cacciare la mosca col bazooka.<<

 

Purtroppo il problema risiede nel fatto che il recupero crediti è spesso una materia così sconosciuta, che gli imprenditori ignorano proprio le alternative, e non sanno che altro scegliere.

Bene, ad oggi in Italia il Sistema Recupero Crediti Vincente rappresenta la soluzione più intelligente e performante per il recupero dei crediti commerciali, e se sei un imprenditore che ha a cuore la salute della propria azienda (credo sia proprio il caso tuo, visto che sei arrivato fino a questo punto della lettura), allora devi necessariamente informarti su tutto quello che può fare per te, in che modo, e con prove alla mano perché si dimostra così efficace.

Ora voglio essere assolutamente esplicito: “Non puoi permetterti il lusso di non conoscere queste informazioni se hai dei soldi da recuperare.”

Non sto dicendo che devi necessariamente diventare nostro cliente. Anzi, devi sapere che spesso rifiutiamo di lavorare con alcuni nuovi clienti perché riteniamo che non possiedano tutte le caratteristiche per noi fondamentali ad ottenere il massimo livello di risultato nel loro recupero.

Ti sto invece dicendo a gran voce che devi assolutamente essere informato, perché altrimenti rischi di gestire in maniera rovinosa i tuoi crediti insoluti. Rischi di perdere il tuo credito, di spendere cifre enormi per tentare il recupero, spesso anche più alte della cifra stessa da recuperare, e di perdere anche una marea di tempo preziosissimo, perché si tratta dell’unica risorsa aziendale che non si rigenera. Pensaci bene!

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Tutto questo avrebbe un valore di oltre 1000 euro, ma tu non dovrai sborsare neanche un centesimo, sarà un mio regalo per te (spero apprezzato)

Vogliamo che tu sia completamente preparato sull’argomento, e vogliamo che tu sappia affrontare in maniera consapevole la risoluzione di questo problema, come un professionista. Si tratta di un argomento molto delicato perché riguarda il tuo denaro e il tuo lavoro, quindi qualsiasi scelta tu voglia intraprendere successivamente, deve nascere da una base solida di conoscenze. Sei d’accordo con me?

 

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(*) fonte La Legge per Tutti - testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Cosenza. 

2 Comments

  1. paolo 11 Ottobre 2014
    • studiostefanoparisi 16 Ottobre 2014

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