NUOVO ! Stai per essere radiato dall’albo degli imprenditori.

Come probabilmente saprai, alcuni liberi professionisti (come avvocati, medici, psicologi e molti altri) devono sostenere un esame di abilitazione per essere, appunto, abilitati a svolgere la loro professione.

 

E durante l’esercizio delle proprie funzioni, corrono sempre il rischio di “essere radiati dall’albo”.

Cosa significa?

Ma soprattutto, cos’ha a che fare con chi non è iscritto ad un albo?

 

Ci arriviamo molto velocemente.

Innanzitutto, la radiazione da un albo altro non è che la cancellazione del libero professionista dallo stesso, con conseguente impossibilità di esercizio (legittimo) della professione.

In altri termini, se fai cazzate ti sbattono fuori, tanti saluti e non puoi più lavorare.

 

Non è l’unica sanzione a cui i professionisti possono essere sottoposti.

Possono ricevere anche degli avvertimenti, censure e sospensioni dall’esercizio professionale; per non parlare del carcere se la fanno proprio grossa, ma quello vale per tutti.

Sintetizzando, in relazione al tipo di condotta di un iscritto all’albo, a questo viene proibito di esercitare la sua funzione.

Dove voglio arrivare?

Sarò breve: le persone credono che non esista un albo degli “imprenditori” propriamente detto.

Ma si sbagliano.

 

Esiste eccome.

Ma non fa riferimento alla “lesione della dignità e del decoro professionale” – non direttamente almeno.

Quest’albo si chiama “ QUANTI SOLDI RIESCI A FAR ENTRARE e RIENTRARE IN AZIENDA?”.

Nell’esercizio delle sue funzioni, un imprenditore è “Un esperto di vendita che sa leggere un bilancio e oggi deve essere un esperto in gestione del credito”.

 

E se la vendita, come sappiamo, ha come scopo ultimo quello di “portare fatturato utile che serva per far crescere l’azienda”,  la gestione del credito ha come scopo ultimo quello di ” proteggere e risolvere tutti i problemi legati ai mancati incassi, insoluti, recupero dei crediti“, si capisce quindi che un imprenditore deve essere un esperto in azienda… e che dovrebbe saper svolgere entrambe le funzioni oltre ad essere un esperto nel suo settore.

 

Ci rendiamo quindi subito conto che ogni imprenditore ha bisogno di aiuto, e ha nello specifico bisogno di veri professionisti specializzati che lo aiutino a portare avanti tutto nel migliore dei modi, alleggerendolo da vari compiti e pesi che ogni giorno deve sopportare e portare avanti, tutto sulle sue spalle.

Cosa succede se l’imprenditore non fa ciò che dovrebbe?

 

Viene “radiato” dal mercato.

Solo che non c’è nessun tipo di procedimento disciplinare né giudizio.

Non viene cancellato il suo nome da nessun registro.

E ( purtroppo per lui ) NON gli viene impedito di esercitare.

 

Perché dico purtroppo?

Semplicemente perché, continuando ad operare in maniera opposta a quanto dovrebbe, finisce che il fatturato precipita a picco, il fallimento gli bussa alla porta e gli tocca chiudere.

In altre parole, l’albo degli imprenditori è la vita sul mercato (e sì, anche per i liberi professionisti che sono iscritti ad un albo “vero” … anche se più vero della guerra che combatti sul mercato tutti i giorni c’è ben poco).

E come hai visto, è un albo molto severo, perché non ti impedisce di continuare a lavorare. Ti lascia continuare e probabilmente continuerai a fare danni a discapito di altri imprenditori come te che magari ti avranno dato fiducia.

L’ “albo” Ti lascia andare avanti.

Ti permette di continuare a scavare la tua stessa tomba, con le tue stesse mani.

 

E quando arriva, cancella tutto.

I tuoi sogni.

Le tue certezze.

Il tuo lavoro di una vita.

TUTTO.  Nessun avviso.  Nessun avvertimento …

… tranne il fatturato che ristagna o non si decide ad aumentare e i clienti che scarseggiano – che se non si capisce, sono due elementi direttamente collegati l’uno con l’altro.

Quello è l’unico avvertimento.

Ti da un’idea ben precisa di “quanto stai facendo bene”.

Se non è sufficientemente elevato (o non è elevato quanto vorresti), sei condannato ad essere radiato dal mercato un giorno o l’altro.

 

E poi non è come i liberi professionisti che possono essere iscritti di nuovo e continuare ad esercitare.

Il fallimento della tua azienda ti mangia fuori e dentro.

Genera persone disperate in cerca di aiuto.

E non parlo di aiuto economico, ma di aiuto psicologico, perché non riescono a capire cosa gli sia successo e perché.

Persone sposate con figli che, per quanto forte sia la voglia di iniziare da capo una nuova storia della loro vita, si trovano in un mondo governato dal caos.

Aziende nate decenni fa che si ritrovano buchi in bilancio incolmabili (magari per colpa di clienti che non pagano o non pagano abbastanza).

Libri in tribunale.

Tentativi di salvare tutto anche con mezzi propri resi inutili dalle circostanze e che anzi, mettono ancora più a rischio la propria situazione e il sostenimento della propria famiglia.

 

Da questo non ti “riabiliti”.

Mai.

È un intero mondo che ti crolla addosso, lasciandoti a contemplare le macerie di “quello che fu”.

Psicologicamente, è come una palafitta che ti si pianta nell’anima e ti blocca dal muovere un altro dito. Ti spaventa a morte.

Come un bambino che ha paura di toccare di avvicinarsi ad una candela dopo che si è scottato con la fiamma.

Gente che prova a ricominciare come dipendente, ma vive come un leone che, abituato a governare la savana dalla sua rupe, si ritrova in una gabbia di uno zoo, dove una volta al mese gli danno una bistecca (marcia).

 

Può essere traumatico da giovani. Figuriamoci a 40.  E a 50 anni??

E se pensi di poter sopravvivere al “perdere tutto”, è perché fino ad oggi non l’hai mai perso veramente.

 

Fare, essere un imprenditore (così come essere un venditore o un libero professionista che si mette in proprio) comporta un rischio d’impresa.

C’è, e le cose non cambieranno.

Ma questo rischio esiste a fronte delle ricompense sconfinate alle quali solo noi possiamo ambire, ben lontane dalla comprensione di coloro che hanno un posto fisso da qualche parte.

 

Non ci rimane altro che massimizzare le ricompense ottenibili, riducendo al minimo il rischio di fallimento. E come possiamo fare?

Lo si fa portando sempre più clienti in azienda, gestendo in modo corretto le fatture insolute, i cattivi pagatori e il credito aziendale nei confronti di tutti i tuoi clienti, storici e nuovi.

Io, nel mio piccolo, sto aiutando una bella fetta di imprenditori, venditori e liberi professionisti a fare esattamente questo.

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Ti spiegherò come abbiamo aiutato migliaia di tuoi colleghi imprenditori a non cadere nel burrone del fallimento, recuperando i loro crediti insoluti.

 

Comunque vada, buon lavoro, e…

AL TUO RECUPERO CREDITI VINCENTE !

Stefano Parisi

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